Area Protetta
La scelta del cucciolo
Su quali basi?
Come sarà da grande?
La scelta del cucciolo ed il Test di Campbell
La scelta di un cucciolo è determinata dalla cosciente espressione di aspettative, preferenze e dall'aspetto introspettivo del nostro carattere intrinseco, quindi una scelta dettata da un criterio e da un umore.
Cosa vi fa scegliere un soggetto della cucciolata invece di un'altro supponendo di vedere un omogeneità nel gruppo?
Cosa ci aspettiamo in futuro quando il nostro cucciolo sarà adulto?
Scegliendo un cucciolo di pura razza è implicito avere l’aspettativa media di un cane che rispecchi in buona percentuale i tratti caratteriali definiti dallo standard che sono sempre e comunque oggettivi e vagamente indicativi, riassumono le caratteristiche attitudinali ma non possono certamente dare indicazioni percentualmente apprezzabili sulla neurostabilità comportamentale e sull’indole caratteriale del soggetto.
La ricerca e le descrizioni che seguono, consentiranno di valutare preventivamente e stabilire l’orientamento generale del cucciolo nei confronti delle persone (bambini e adulti) le attitudini alla socializzazione, il grado di dominanza e di sensibilità.
Negli Stati Uniti a partire dal 1930, un gruppo di ricercatori scientifici operarono per la sintesi di conoscenze innovative per la comuni-cazione con il cane. Il Centro aveva sede in California, a San Raphael, fondatori delle ricerche due operatori di cruciale importanza: CLARENCE PFAFFENBERGER fondatore nel 1946 del “Guide Dogs for the Blind” per la selezione ed addestramento di cani utilizzati per la conduzione di non vedenti e il prof. JOHN PAUL SCOTT del Roscoe B. Jackson Memorial Laboratoty, di Bar Harbour, Maine eminente studioso del comportamento umano, impegnato in quel tempo nello stesso tipo di ricerca.
Gli Studi sono stati condotti con criterio rigorosamente scientifico ed il supporto di un’attenta analisi genetica; lo scopo di Clarence Pfaffenberger era quello di interpretare il comportamento del cucciolo per arrivare ad offrire alle persone con gravi problemi visivi il numero più alto possibile di Cani Guida, consapevoli dell’importanza del compito da svolgere e capaci, in ogni condizione, di agire opportunamente per la salvaguardia del proprio padrone. Il Prof. Scott nel frattempo studiava lo sviluppo del comportamento del cucciolo, alla ricerca di eventuali analogie con quello del bambino.
I “Cani Guida” dovevano essere dotati di grande intelligenza ed allo stesso tempo, mostrare predisposizione all’apprendimento delle non facili tecniche e procedure. E` stata proprio la grande difficoltà riscontrata fin dall’inizio nella ricerca di soggetti dotati di cosi` tante qualità a stimolare la Ricerca.
Negli anni ‘40 i risultati positivi si limitavano a rappresentare solo il 9% del totale dei soggetti addestrati, quindi 91 soggetti ogni 100 inseriti nel Programma di addestramento non arrivavano mai al livello di affidabilità richiesto.
Le scoperte fatte da quel momento in poi hanno dato inizio ad una vera e propria “rivoluzione”, che si è definitivamente affermata nel 1963 con la pubblicazione del libro di Clarence Pfaffenberger “The new knowledge of the dog behavior”. Nel libro l'Autore annunciava al mondo le nuove conoscenze che gli avevano permesso di raggiungere il 94% di risultati positivi, infatti il numero di Cani Guida a disposizione 20 anni prima incredibilmente si era più che decuplicato.
Le sue scoperte hanno messo in luce il fatto che la parte più importante dello sviluppo del cucciolo dal punto di vista comportamentale si completa nelle prime sedici settimane dopo la nascita.
Questa fase della vita, apparentemente breve e poco importante, deve essere suddivisa in quattro “Periodi critici” che sono: dalla nascita al 21° giorno il primo, dal 21° al 49° il secondo, dal 49° all’84° il terzo ed oltre, fino al 112°, il quarto periodo. Con l'osservazione sistematica ed il sostegno dell'analisi genetica si è arrivati ad elaborare i cosiddetti “Test attitudinali” per i cuccioli (Puppy aptitude tests), prove che si sono subito dimostrate di straordinaria importanza per la selezione attitudinale. L’affidabilità dei Test attitudinali nel tempo si è rivelata veramente significativa, in virtù del fatto che una corretta interpretazione permette di fare previsioni accurate sulle capacità di apprendimento individuali e su quello che sarà il comportamento dell’animale da adulto.
Il giorno più adatto per l'esecuzione dei Test è risultato il quarantanovesimo; la scelta si basa sul fatto che solo in questo momento si possono avere indicazioni certe, dato che, subito dopo, inizia il cosiddetto “Periodo della paura” che comprende l’ottava, la nona e la decima settimana di vita, in cui le risposte del cucciolo vengono modificate profondamente da un improvviso potenziamento delle
capacità sensoriali; il cambiamento si manifesta chiaramente osservando l'animale, proprio nei giorni immediatamente successivi a quello "critico” (49°). E’ la maturazione del Sistema nervoso centrale che aumenta bruscamente l'efficacia dell'udito e della vista, al punto da rendere il cucciolo apparentemente timoroso; l'incremento della sensibilità determina infatti una netta riduzione della tolleranza nei confronti di certi stimoli esterni che fino a quel momento erano graditi o lasciavano l'animale del tutto indifferente, con effetti più o meno evidenti a seconda del livello di dominanza e di eccitabilità del singolo soggetto e della presenza o meno di riflessi di difesa attiva.
E’ stata proprio l’esecuzione sistematica dei Test attitudinali che ha reso possibili i progressi con i Cani Guida e che consente oggi agli Allevatori consapevoli dell’importanza dell’attitudine nella selezione, di evitare preventivamente errori grossolani come quello ad esempio, di affidare soggetti molto dominanti o iperattivi a persone miti o sedentarie, non in grado di soddisfare le particolari esigenze dal punto di vista educativo e motorio, che loro malgrado si trovano a dover fronteggiare. Si potrebbe anche evitare di affidare soggetti
potenzialmente aggressivi a proprietari inesperti, che sono incapaci di assumere il controllo della situazione con autorevolezza e di
instaurare con l‘animale un rapporto equilibrato.
Dopo gli anni ‘60 le conoscenze hanno subito ulteriori evoluzioni, tanto da rendere possibili l’interpretazione, la prevenzione e la terapia dei Comportamenti indesiderabili del cane.
In tutta Europa ancora oggi il livello di conoscenza di questi aspetti fondamentali è molto limitato e mancano applicazioni pratiche; l’innovazione in questo campo, potrebbe dare risultati importanti dal punto di vista sociale (ad es. la prevenzione dell’aggressività o dell’abbandono).
Chiunque abbia detto che non puoi comprare la felicità si è dimenticato dei cuccioli!
(Gene Hill)
ASD Tartufi e Cani Addestramento Cani da Tartufo
















